Semyon Davidovich Kirlian e sua moglie Valentina Khrisanovna Kirliana diedero il loro nome a questa tecnica fotografica non convenzionale, conosciuta anche con il nome di fotografia dall’effetto corona.
La fotografia Kirlian ha poco in comune con la fotografia convenzionale. Infatti la pellicola o la lastra fotografica viene impressionata non attraverso l’uso di un apparato ottico costituito da un sistema di lenti, ma mediante il contatto dell’oggetto da fotografare, con un campo elettrostatico. Quando così, un oggetto qualsiasi, di natura organica o inorganica, viene immerso in un flusso di particelle cariche, subisce una eccitazione elettrica e da’ luogo ad una particolare scarica, detta «corona». I materiali fotosensibili contengono alogenuro d’argento disposto in vari strati di emulsione. L’alogenuro d’argento è particolarmente sensibile alla luce ultravioletta.
La fotografia Kirlian è stata la prima metodologia scientifica a dimostrare l’esistenza di qualcosa di più del semplice corpo fisico. Infatti a seconda della persona, delle sue condizioni di salute e psicologiche i risultati variano continuamente riuscendo dare una visione seppur parziale di quel corpo sottile citato fin dai tempi della Bibbia e chiamato aura.
La camera Kirlian per evidenziare i corpi sottili
Il campo biologico è proprio invisibile? No, non del tutto: molti sensitivi affermano di vederne la parte più esterna, l’aura, e quanto a questo dobbiamo fidarci: d’altronde la visione dell’aura è presente in varie forme in ogni tempo e cultura. Ma un grosso indizio razionale potrebbe venire dalla camera Kirlian. Si tratta di un apparecchio per ottenere foto del campo bio psichico degli esseri viventi. Diciamo subito che i principi su quali si basa la fotografia Kirlian sono perfettamente conosciuti, ed anzi, sono anche usati nell’industria per evidenziare difetti di fusione in parti metalliche particolarmente delicate. Quindi non c’è alcun mistero nella tecnologia Kirlian, come vedremo.
Come funziona?
La fotografia Kirlian è completamente differente dalla fotografia convenzionale. Infatti la pellicola utilizzata non viene impressionata tramite l’uso di un apparato ottico ma mediante il contatto dell’oggetto con un campo elettrostatico. In qualsiasi oggetto, sia organico che inorganico, se immerso in un flusso di particelle cariche, viene caricato elettricamente e ciò dà luogo ad una scarica dispersiva detta corona. La camera Kirlian grazie alla sua particolare costruzione riesce a imprimere sulla pellicola gli effetti di queste scariche.
Cosa avviene durante l’esposizione fotografica?
Per poter funzionare correttamente, l’apparecchiatura genera una tensione di migliaia di volt ad una bassissima intensità di corrente (innocua per la salute). La carica fluisce a terra attraversando l’oggetto della foto. Il corpo umano è un buon conduttore; la permeabilità naturale del corpo fa sì che la corrente possa fluire liberamente. A questo punto, durante l’esposizione la corrente fluisce perifericamente alla zona fotografata seguendo il percorso di minor resistenza. Da qui viene generato il famoso effetto corona tipico della fotografia aurica.
Le possibili applicazioni della camera Kirlian
Le applicazioni potenziali sono incentrate sullo studio dell’energia non visibile del corpo umano e dell’effetto che può avere l’applicazione di altre forme di energetiche sottili e non o trattamenti terapeutici naturali sul nostro campo energetico. Gli effetti visibili sono sicuramente una piccola parte di ciò che accade, ma sufficienti a far comprendere anche alle persone scettiche l’efficacia di moltissimi trattamenti che si fondano sul concetto di bioenergetica. Non siamo fatti solo di corpo fisico.
Per approfondimenti
Per approfondimenti, rimando al libro edito da Tecniche Nuove di Brian Snellgrove intitolato Aura la fotografia Kirlian.

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