Puglia Gradara prima tappa

Teresa è arrivata più che puntuale, voleva proprio scaricarmi!!!!

Ore 6 arriva il pullman con una parte di compagni di viaggio… Gli altri si uniscono con veloci fermate, fuori dall’autostrada. E via ci siamo tutti!

Pioggerella leggera bagna il vetro del pullman, attirando l’attenzione sulla campagna padana. Alberi, come fantasmi neri si ergono  nella nebbia, case grigie con gli occhi ancora chiusi si nascondono al primo chiarore … Il cielo promette  solo acqua e freddo. Terra nera, cielo grigio, tutto avvolto dalla nebbia. Si potrebbe pensare ad un uggioso viaggio verso una giornata triste e pesante. Io so che invece sarà luminosa e scoprirò un nuovo mondo alla fine dello stivale.
Infatti il bus avvolto dal grigiore, come se fosse entrato in un tunnel all’ improvviso si ritrova nella luce solare.
Colori, colori, colori…vividi come lo spirito degli abitanti sorridenti e disponibili.

Prima fermata Gradara. Castello dove Paolo e Francesca incontrarono la fine terrena del loro amore

(web) Il borgo, perfettamente conservato al suo interno è un gioiello di cui gli abitanti si prendono cura con l’orgoglio e la consapevolezza di essere privilegiati nel vivere in questo piccolo angolo di Paradiso. Balconi fioriti, pergolati profumati ed angoli verdi sono il percorso che conduce il visitatore alla seconda cinta muraria che cinge la Rocca.

Gradara…(di Simone) della Robbia (1400 circa-1482), iniziò la carriera come scultore a fianco di Donatello, in seguito scoprì la tecnica per realizzare sculture policrome (in realtà solo azzurre e bianche o avorio) usando la terracotta invetriata; sviluppò questa tecnica con successo e vi si dedicò esclusivamente abbandonando la scultura; la sua bottega fu molto attiva e tramandò la tecnica ai parenti assicurando il successo alla famiglia per generazioni.

LARA FABBRI – A pochi metri dal castello dove un tempo era custodito, si trova il Crocifisso ligneo di Fra Innocenzo. Realizzato nel 1636 dal frate scultore nato a Petralia in Sicilia, ma molto attivo in quegli anni nel centro Italia, soprattutto nelle Marche, il realistico crocifisso fu spostato dalla cappella del castello nell’attigua chiesa di San Giovanni Battista nel 1788 per volere del Marchese Carlo Mosca Barzi allora Signore di Gradara.

La chiesa fatta edificare dai Malatesti nel Trecento, di cui preserva la facciata, fu ricostruita al suo interno dopo il terremoto del XVII secolo.

Ispirato alla tradizione spagnola dei frati palermitani di Sant’Antonino, il Crocifisso di Fra Innocenzo da Petralia ha un aspetto molto realistico e carico di pathos, con il corpo segnato dalle numerose ferite e il viso al tempo stesso sereno e sofferente, dipende dal punto di vista da cui lo si guarda. Difatti la particolarità riconosciuta a questa scultura di Cristo sulla croce sono le tre espressioni che si dice appaiono sul suo viso, a seconda che lo si guardi posizionandosi a destra, al centro o a sinistra, e che lo rappresentano nelle fasi di sofferenza, agonia e morte. Qualcuno ha detto che in queste sue differenti espressioni il Cristo di questo crocifisso pare che  stia proferendo qualcosa, poi esalare l’ultimo respiro e infine raggiungere la serenità della morte o per meglio dire, visto di chi si tratta, della vita eterna.

E’ logico che io fotografo e scrivo ciò che mi ha colpito… ognuno vede ciò che vuol vedere. Simone della Robbia e gli arcangeli sono per me una rivelazione…

E la stanza di Paolo e Francesca????

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