La portinaia

La portinaia

La portinaia

Lei: Buongiorno signora, posso farle un’intervista?

Io: Certo. Ho giusto un momento di pace, Mi piace parlare con le persone.

Lei: Mi dica, le piace il suo lavoro?

Io: Tantissimo. Mi sento utile, mi sento importante, aiuto tutti coloro che mi chiedono una mano, una parola, un gesto. Loro non sanno cosa faccio, ma non importa, io indico loro il portale.

Lei: Da quanto tempo fa la portinaia? L’ha sempre fatta da sola?

Io: No, prima eravamo in due… poi lui è partito per un altro luogo,… sta preparando per noi il nuovo portale.  Penso che ho sempre fatto questo lavoro…  da quando ho la consapevolezza, forse anche prima, …lo facevo anche nelle mie vite precedenti, lo sento come una missione, non posso fare a meno di aprire il portale. Ci sono persone che passano decise, senza dubbi e senza esitazioni, attirate dalle stanze dorate, ci sono persone che esitano, hanno bisogno di un incoraggiamento, di parole, di una spintina… ci sono persone che si rifiutano di entrare, certe scappano a gambe levate…

Lei: E perché non cambia lavoro?

Io: Perché mi piace, come le ho già detto, mi serve, è il mio compito…

Lei: ma…

IO: Sì il mio compito è stare sulla soglia, ammirare i luoghi che vedo, ma rimanere ferma sulla soglia, per contattare, per consigliare, per spiegare con parole mie cosa possono trovare oltre il portale. So che può sembrare sciocco, ma è l’incarico della mia essenza,… giusto o sbagliato? Non lo so e non mi interessa, è il mio… lo sento come una vocazione, come un percorso che DEVO fare… Ogni volta che uno sceglie di passare, io mi sento felicissima, io sento che ho … non lo so… forse credo di essere brava, forse penso di essere indispensabile per quella persona… ma non è vero, lei era pronta io l’ho solo accompagnata nel suo bellissimo passaggio di crescita.

Lei: E lei perché non passa?

Io: Perché questa è la mia missione. Chi guarderebbe il portale? Chi indicherebbe la strada agli altri? Io sono rigida, io sono cerbera, io sono quella che ha viaggiato nel mondo inferiore e superiore per scegliere di essere terrena, e sa che questa è una vita meravigliosa se uno sa apprezzarla… Il mio portale è il più difficile da passare, perché è la comprensione della nostra dualità, della nostra scelta di essere scintille divine in un corpo materiale. E’ il più arduo e complicato perché è l’accettazione di questa vita fatta di passioni, emozioni, ambizioni, materialità, violenza, ma anche di AMORE… passare dal mio portale vuol dire accettare tutti gli elementi che ci compongono come preziosi doni divini. Vuol dire comprendere che siamo qua per imparare la tolleranza, il rispetto, la fiducia. La tolleranza il rispetto verso tutto il creato e la fiducia nel creato, contemplando tutto ciò che abbiamo, doni immensi dell’Universo. E arrivare all’amore, quello con la A maiuscola, l’Amore che vibra e si unisce al Tutto.

Perché la persona sa che è lei, solo lei che può o non può… che nessuno le darà una bacchettata magica sulla testa per farla saltare al di là della soglia…

Lei: Io posso passare?

Io: Io non scelgo le persone, le guardo negli occhi e apro il portale… sono loro che passano. Guarda… se vuoi, puoi…

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