31 luglio il matrimonio….

31 luglio 2018

Ore 8 del mattino Sono seduta davanti alla Madonna delle Ghiaie. Luogo pieno di frescura, di silenzio e di pace… Perché sono qui? Non lo so, oggi volevo ringraziarla, ringraziarla per tutto quello che ho avuto e perché lei, prima come donna e poi come mamma, so che mi avrebbe compreso. Sono ancora arrabbiata perché lui mi ha lasciato dopo 40 anni di unione, perfetta? No, unione come tutte le altre, con alti e bassi, con liti e riappacificazioni, con gioie e dolori… ma un’unione per me, perfetta!!!

E qui, nella pace e nel silenzio, rivedo me, in quel giorno che tutte, o quasi tutte le donne sognano, la vigilia e il giorno del matrimonio, del sì per tutta la vita…

Una notte insonne, con tanta amarezza e rabbia per la paura di avere le occhiaie e non essere al massimo dello splendore… ogni volta che aprivo gli occhi, vedevo l’abito bianco appeso all’anta dell’armadio che pendeva come un fantasma. Non era il vestito che avevo sognato, quello lo avevo indossato tre giorni prima, un vestito da principessa, pieno di pizzi e fiori, un vestito che arrivava da Parigi… ma non potevo metterlo, avevo fatto una promessa e l’ho mantenuta. Avrei indossato il vestito della mia migliore amica che si era sposata un anno prima… La prima che si sposava dava il vestito all’altra… Ok, ma la mia gioia, era incinta e il vestito era stile impero con dei piccoli fiorellini gialli sparpagliati sulla gonna… Promesso e mantenuto, non per paura o per superstizione, ma per buon augurio a me e a lei… promettere e non mantenere, non è nel mio essere, nel mio modo di agire.. preferisco allora non promettere!!!

Finalmente arriva l’ora di alzarsi, di correre dal parrucchiere, è nello stesso stabile, di farsi i boccoli da far scendere sulle spalle da sotto il cappello a larga tesa… Un cappello che nasconderà il volto teso e spaventato.

Sì perché per me non è il giorno più bello, è un giorno di tortura, per fortuna che il mio Enzo lo sa e quindi cercherà di sostenermi… Perché penso così? Forse perché mi sento una mucca al macello? Perché mi dà fastidio essere la protagonista di una cerimonia che non sento? Perché il mio amore per lui non dipende da questo giorno? Lo so che sono una sposa anomala, ma sono così!!!

Dopo il parrucchiere, trucco in sala da pranzo, dove la luce è migliore, con mio fratello che scorrazza per la stanza e mia madre che brontola… Mi giro e guardo mia madre con un vestito attillato color petrolio e sopra lo spolverino grigio chiaro, con piccoli fiori color petrolio, come la camicia del mio fratellino, ed il vestito di mia sorella… tutti vestiti fatti con amore dalla nostra dirimpettaia, sarta a tempo perso. E’ stata brava!!! Mio padre entra col muso lungo, il vestito scuro nuovo comperato nel negozio della signora Amigoni. Lui indossa il vestito veramente con disinvoltura ed eleganza…

Entra il fotografo, si guarda in giro e ci mette in posa… come lo odio!!!

Finalmente arriva il suono stridente del campanello!!! E’ ora!!!

Scendo di corsa le scale e vedo mio suocero, vestito come un signore, sono abituata alla sua divisa da lavoro, con il bouquet di ciclami in mano, gli occhi lucidi che mi sussurra: “Sei la più bella del mondo!!!”

E il mondo gira nel verso giusto… Piccola corsa verso la parrocchia di Ponte dove in cima alla scalinata c’è lui, io vedo solo lui, che mi aspetta… Salgo di corsa i gradini, tenendo sollevata la gonna… e sono fra le sue braccia… Deciso come un generale, si stacca, mi prende per un braccio e inizia a passo di marcia, la camminata sino all’altare. Non vedo nulla, non sento nulla, se non la sua mano sul mio braccio. Il prete parla, parla… mi dà un foglio in mano che devo leggere…

“Io, n.n. prendo  ….”  e tutti scoppiano a ridere…

ahhh sì io Giuseppina Franti…

Sì, amore, io Giusy, prendo te nel bene e nel male…anzi nel male che sarà poco e nel bene che sarà tantissimo… ieri, come oggi…

Vedo la Madonna che mi sorride… sì Maria, lui mi ha dato tanto, tantissimo, e io pochissimo… forse è questo che cerco di insegnare alle giovani coppie… è vero che dobbiamo essere IO… ma dobbiamo anche rispettare l’altro, cercare di incontrarci, cercare di essere due in uno… o uno in due…

Lui ci ama così come siamo, e noi dobbiamo amarlo per quello che è, non inseguire ideali, o farlo diventare un burattino nelle nostre mani…

Non dobbiamo bramare di avere un dio al nostro servizio, aspirare di avere l’essere perfetto…

Sì, Maria, ho visto i miei tentativi, le mie fissazioni, le mie manie… ora però, visto la mia esperienza, posso solo spiegare alle altre e non posso correggere… lo farò nella prossima vita, promesso!!!

E tu sai, che io le promesse le mantengo!!!

Ritorno con la memoria a quel giorno….

Ci sono situazioni e sensazioni che non si raccontano, si tacciono per vergogna o per pudore… Per esempio il ciclo… ehh sì tutte le donne hanno il ciclo, ma è una vergogna… perché? per religione, per educazione? Perché siamo donne e non uomini? E gli uomini sanno che il ciclo viene quando meno te lo aspetti? Già, io avevo calcolato bene!!! Il primo giorno doveva essere il 25, quindi per il 31 ero fuori e potevo tranquillamente indossare l’abito bianco e il giorno dopo fare il bagno ad Abbazia… e invece…

Intanto che leggevo le promesse, ecco le prime gocce… orco!!!! Meno male che avevo preso le mie precauzioni… ma le rivelerò alla fine… in quanto già mia madre mi aveva fatto la sfuriata.. e ora non vorrei scandalizzarvi…

Finalmente la cerimonia è finita, firme… ahahah anche lì io mi sono impapinata… Giusy franti… e il parroco mi ha fatto notare che dovevo firmare col nome di battesimo ”Giuseppina” Ma sei io non mi sento una Giuseppina???? Enzo mi viene in soccorso “Scrivi… vicino di nuovo, c’è lo spazio” eh va beh ditelo che una deve sempre essere ciò che non è!!!!

Fuori dalla chiesa… una marea di gente che lancia il riso e mi chiama… sono frastornata, mani visi da baciare, frasi senza senso da dire… a chi??? Ma, sono un robot in mano agli altri. Enzo mi prende il braccio e mi pilota verso la macchina! Grazie amor mio, stavo per svenire, il sole, il caldo, la gente, … la paura…

Tu sempre eri un passo davanti a me… vedevi, percepivi, agivi. “Veni vidi vici” questo doveva essere il tuo motto!

Aperitivo… lì prime gocce di pioggia… poche giusto per sollevare umidità dalla terra e far sudare tutti gli invitati. Foto, sorrisi, parole senza senso… e quando finisce? Io avevo specificato che il taglio della torta doveva essere fatto prima del pranzo, in modo che noi potessimo partire per il nostro sospirato viaggio di nozze… ma la torta non era arrivata.

Quindi? Ci sediamo a tavola, tutti composti con quel sorriso cretino sul volto, in attesa delle portate… che lentamente si avvicendavano sulle tavole, con un ritmo di 1 ogni eternità… e ad ogni mio rifiuto dovevo spiegare a mio suocero che non avevo fame, a mia madre che non mi sentivo bene, a mia suocera che avevo già mangiato… e a lui che volevo fuggire… Dopo che tutti avevano riempito la pancia… ecco l’entrata trionfale della torta traditrice… era stata in frigorifero… non poteva arrivare prima, non poteva fare un’entrata e un’uscita e un’entrata!!! Eccola qua davanti a me!!! L’avrei fatta cadere volentieri… 3 ore in attesa della sua venuta!!! Lì piena di panna e crema… Un bimbetto, arriva, la guarda, mi guarda e la lecca!!!!

Una risata mi riempie la bocca e finalmente la tensione che mi aveva attanagliato sino a quel momento si scioglie … Enzo siamo marito e moglie!!!

Adesso beviamo questo calice di vino e fuggiamo nella nostra isola deserta… io e te, finalmente soli!!!

La Madonna sorride, sente il mio cuore stanco… e pian piano lo riempie con la tenerezza… la tenerezza di quegli occhi innocenti del bimbetto che lecca la torta, con la dolcezza dell’Enzo che sotto la tovaglia cerca e stringe la mia mano, con la pace di questo luogo… vorrei alzarmi e andar via, ma non riesco… rimango qui a guardare la Madonna …

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo e-mail non verrà pubblicato.