M.Tanmaya, il ricercatore
M. Tanmaya, naturalista e ricercatore australiano, nel 1990 era con un amico, tra i visitatori delle valli sacre e magiche dell'Himalaya. A portarlo in quei luoghi non era la sua professione nè una banale curiosità, ma l'inquietudine profonda della ricerca interiore, il bisogno di cambiare prospettiva, di trovare risposte a domande non ancora formulate. La sua idea era di abbandonare l'Australia e trasferirsi in India, alla ricerca delle sue radici spirituali, ma come spesso avviene, qualcosa cambiò i suoi progetti e la sua vita: l'incontro con i fiori himalayani.
"Un giorno giungemmo in una valle nascosta alla vista, meravigliosa per la sua bellezza e invasa da una vegetazione lussureggiante: piante e fiori mai visti attrassero la mia attenzione - così Tanmaya descrive il suo primo impatto con i fiori - Non potei non cogliere alcuni di quei fiori e mi accorsi che il loro contatto mi dava un'energia particolare e lo stesso accadeva al mio amico. Lì ci fermammo e ...."
I fiori himalayani non agiscono allo stesso modo di quelli scoperti da E.Bach, più che rimuovere le tendenze mentali negative, essi stimolano delle energie racchiuse a livello psicofisico nel nostro corpo. Tanmaya li ha chiamati "stimolatori dei plessi" e per differenziarli da quelli di Bach non vengono presentati con il nome botanico, ma con quello inglese che identifica le loro proprietà terapeutiche. Le prime preparazioni di Tanmaya riguardano nove combinazioni, sette direttamente collegati ai plessi, meglio noti col nome nome indiano di chakra più un catalizzatore generale e un fiore particolarmente indicato per i bambini, successivamente il loro numero si è moltiplicato con la scoperta di nuovi fiori, adatti a modulare emozioni specifiche.