Enneagramma: base cinque il pensatore

Frase indiziaria

Analizzare una cosa che mi piace e studiarla per bene è meglio che stare con gli amici.

Centro in disarmonia

Centro del pensiero: eccessivo utilizzo del pensiero, vive e si emoziona con il pensiero. Deve imparare ad utilizzare il centro dell’istinto.

Infanzia

La prima esperienza emotivamente forte di molti Cinque è stata una sorta di vuoto, per questo anelano alla realizzazione. Alcuni hanno saputo fin da quando si trovavano nel ventre materno: “Io non sono desiderato.” oppure i genitori sono stati psichicamente o fisicamente invadenti o sono stati cresciuti in ambienti molto ristretti (collegio, famiglie numerose). Il loro mondo interiore era l’unico luogo libero da invadenze esterne, nel quale si potevano muovere indisturbati. Non hanno avuto la possibilità di esprimere i loro sentimenti o di manifestarli. Sentono in sé un vuoto abissale, la mancanza di sicurezza, la sensazione di essere senza patria, la solitudine che sentono, li conduce a rintanarsi in se stessi, come un animale ferito. Molti Cinque attraversano la vita raccogliendo ciò che possono, diventando dei maniaci collezionisti, nella speranza di riempire il vuoto interiore. In questo modo diventano molto ricettivi e sensibili, ma non lo fanno vedere.

Comportamento

Ad una festa scolastica, il ragazzo sereno, vestito inadeguatamente, seduto composto, lo sguardo acuto, con gli occhialini appoggiati sul naso, il viso serio leggermente adombrato, intento a guardare i ballerini, sicuramente è il Pensatore.
Il tipo Cinque cerca di non farsi notare, non farsi trasportare dai sentimenti, dagli avvenimenti, ma cerca l’obiettività, l’oggettività. Generalmente è realista, ossia vede sempre le situazioni di un colore grigio – nero o il bicchiere mezzo vuoto, possiamo dire senza ombra di dubbio che è un pessimista nato. Per lui è importante mantenere la calma, odia le smancerie, non fa gesti affettuosi, non ama essere toccato. Inizialmente appare presuntuoso e freddo, poi si lascia andare e si fa vedere ridanciano, simpatico senza problemi, se gli chiedi “come va?”, ti risponde sempre: “Tutto bene.”. Non dimostra i suoi sentimenti, anche se ha una vita affettiva molto intensa, sembra bloccato, anzi sembra che tutto gli scorra addosso. Non ama parlare, se costretto fa lunghi discorsi come se stesse leggendo, ad una domanda diretta risponde con un’altra domanda, mette una maschera di allegria e di leggerezza, come se tutto ciò che lo circonda fosse di suo gradimento. Ama la solitudine ed il silenzio, è autosufficiente, vive bene da solo. Negli occhi è concentrata la sua energia, per questo spesso lo vediamo con gli occhiali, lui deve cogliere tutto, sentire tutto, spesso è appassionato di fotografia, perché a lui piace il ruolo dell’osservatore, dell’investigatore, dell’indagatore, dell’esploratore.. Raramente è attratto dalla ricchezza, dalle cose materiali e dalla fama.

Rapporto con il lavoro

E’ attento, buon ascoltatore, preciso, economo, ottimo osservatore. Vuole saper in anticipo tutto di qualunque fatto, per prepararsi e programmare il suo comportamento. Lo affascina qualsiasi lavoro di concetto, dove può continuamente studiare, analizzare, scoprire; è un topo di biblioteca. Ama viaggiare per conoscere usi e costumi, tradizioni e culture. Se le sue mansioni o il suo lavoro sono soggetti a cambiamenti dietro preavviso troppo breve, si sente svuotato, le interazioni lo stancano. Sul lavoro vuol poter stabilire da sé le proprie condizioni lavorative, l’orario e i rapporti con gli altri collaboratori e non accetta il controllo del suo superiore come supervisore. La sua capacità di distacco emotivo, la sua lucidità, la sua preparazione nelle situazioni più difficili, lo rende adatto a incarichi decisionali. Per i tipi Cinque tutto ciò che è sapere: psicanalisi, i salti dei quanti, la dottrina evoluzionistica, informatica, le leggi dell’ereditarietà è il loro pane, molti dei Cinque sono inventori, scopritori, scienziati.

Rapporto con sé

Non riesce a vedere la sua arroganza intellettuale. “Io sono talmente perspicace che nessuno può capire le cose che io capisco.” Parla a monosillabi, ha paura che gli altri si accorgano che non è così brillante e sapiente come cerca di dimostrare. Non vuole dividere e condividere niente, quando parla espone la situazione come se gli altri sapessero già tutto, il che diventa incomprensibile. Non vuole esporsi nell’intimo, è avaro sia di parole che gesti. Gli piacerebbe vivere il mondo esterno con passione e senza paure, ma usa il distacco mentale per essere immune dalle emozioni. I Cinque sono stati chiamati i Buddha senza illuminazione.

Le paure

Ho paura che qualcuno invada la mia privacy, amo stare chiuso da solo nella mia stanza, studiando e fantasticando, infatti sono un amico fedele purché non si invada brutalmente il mio territorio. Amo la mondanità, ma mi piace ascoltare, osservare, senza essere osservato. Se colleziono qualche cosa, mi specializzo. La mia paura più grande è di venir privato……di quel “ poco” che mi serve

Che cosa evita

Evita di mostrare l’ inidoneità, il vuoto interiore.

La virtù: la saggezza

La saggezza è un sapere profondo delle relazioni del mondo e della vita, che deve essere evinto non solo dal pensiero ma anche dalle esperienze della vita. Il Cinque pensa invece di agire, mentre dovrebbe pensare, agire, poi riflettere e dedurre: la riflessione è l’elaborazione successiva all’esperienza della vita vissuta. Uno dei compiti del Cinque è imparare l’impegno e l’azione. Il Cinque deve innamorarsi appassionatamente, con l’amore riuscirà a essere completo.

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